Meditazioni sulle possibilità e sui bivi

Maggio 25, 2008

Ci ripenso …

Archiviato in: amore, memoria, rapporti umani — Tag:, , , , , , — leaffinitaelettive @ 12:33 pm

Guido, Luca. Nomi ascoltati di passaggio in aeroporto mentre la vista spaziava oltre la parete di vetro, a immaginare il tepore primaverile di un pomeriggio di maggio.

Vite perpendicolari alle nostre: più semplici, più allegre, più spontanee. Stanno corteggiando con alterna fortuna tre ragazze nordiche, giovani hostess pronte a ripartire, a lasciare quelle voci lombarde e dimenticare quegli sguardi per un tempo imprecisato.

Normale: sono cose che capitano nella vita.

 

Origliare le storie degli altri, fingendo di ignorare le nostre è un segno dello stato di moderata depressione in cui stazioniamo da tempo. Vivere le vite degli altri per evitare di pensare alla propria è un’occupazione comune e arricchente per chi scrive, una condizione essenziale per chi legge. Il lettore legge sempre sé stesso, ma è un atto involontario; mentre lo fa, pensa di leggere altro.

 

Una cosa curiosa e indicativa di quanto K. mi conosca bene è che sapesse perfettamente e ab initio quale rischio stessimo correndo, introducendo lei nella nostra vita. Mi onora supporre che una persona sappia tanto di me, ma mi sorprende anche la conoscenza precisa delle mie preferenze.

 

Lavoro a volte su progetti che si propongono di aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto a eventi incerti, a possibilità per gestire le quali esistono misure infrastrutturali e comportamentali (hard & soft) che tuttavia non necessariamente scongiurano il disastro.

 

Chissà quali tecniche metterà in atto lei.

 

La riflessione nasceva da una constatazione elementare: K. mi aveva preannunciato che avrebbe fatto in modo di limitare le occasioni di incontro tra me e lei. Temeva la mia debolezza, dimostrando di possedere un’informazione completa circa le mie attitudini comportamentali e i miei gusti in tema di donne.

 

“È la fede delle femmine/

 Come l’araba fenice/

 che vi sia ciascun lo dice/

dove sia nessun lo sa”

 

O mi adorano, o sono loro indifferente.

La prossima volta mi dedicherò a una riflessione sull’arte del seduttore. Del Johannes kierkegaardiano.

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